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17/7/2006

1:47 PM

Consiglio 2

Quando la pazienza non è mai stata troppa, quando l'abuso di essa è insostenibile, fai come me: Manda a fanculo e non ci pensare più di tanto, non c'è niente da spiegare a nessuno e non c'è niente da capire.
Però ti fa star meglio dopo.
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07/7/2006

11:28 AM

Consiglio

Sto leggendo un libro in questi giorni che è veramnte consigliabile a tutti; é "La fine è il mio inizio" di Tiziano Terzani;
Si stratta di una lunga chiacchierata registrata dal figlio in attesa di "lasciare il prioprio corpo" in cui ripercorre la sua vita e tutti gli straordinari eventi storici in cui , in qualità di reporter critico ed attento, è stato testimone ma soprattutto della vita di popolazioni lontane dal nostro modo di essere occidentale per giungere a conclusioni illuminanti che veramnte vale la pena leggere.


S'i fosse fuoco, arderei 'l mondo;
s'i fosse vento, lo tempestarei;
s'i fosse acqua, i' l'annegherei;
s'i fosse Dio, mandereil' en profondo;
s'i fosse papa, allor serei giocondo,
ché tutti cristiani imbrigarei;
s'i fosse 'mperator, ben lo farei;
a tutti tagliarei lo capo a tondo.
S'i fosse morte, andarei a mi' padre;
s'i fosse vita, non starei con lui;
similemente faria da mi' madre.
Si fosse Cecco com'i' sono e fui,
torrei le donne giovani e leggiadre:
le zoppe e vecchie lasserei altrui.


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27/6/2006

4:15 PM

ieri ho visto la luce

Come non pensare alla rivincita avuta sulle meschinità elevate a virtù?
Del signor nessuno su pantalone, per dirla alla Bossi?
Per chi scambia il portafoglio per un paio di occhiali con cui scrutare la realtà?
Finalmente si ricomincia a vedere il sereno e le nuvole sgombrare il cielo. Io anche sono più sereno. Ho la netta sensazione che siano arrivati messaggi giusti a me ed a chi dovevano arrivare.


 
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26/6/2006

8:53 AM

Non sempre finisce tutto bene...

Se non ti puoi fidare nemmeno delle persone che ti vengono presentate da quelli che reputi esserti "amici", non semplici conoscenti,  allora vuol dire o che non hai capito un cazzo della vita o che devi rivedere i tuoi parametri di amicizia.
Io non mi sognererei mai di caldeggaire qualcuno di cui non sia profondamente convinto dell'onesta intellettuale.
Quello che scopro con tristezza è che questa non pare essere la regola applicata nella vita.
E' evidente che quello che succede dopo di spiacevole non possa non avere ripercussioni sui rapporti di amicizia.
Cari tutti, imparate nella vita a tenere la barra alta  ed a non dovervi accontetare del primo fesso che si spaccia per azzeccagarbugli soprattutto quando i garbugli non sono i tuoi, anche a costo di rimanere isolati perchè come si dice: meglio essere in pochi ma buoni o quantomeno non con dei rompicoglioni.
Le cortesie si fanno ma non per questo si apre un credito! Si fanno e continueranno a fare solo se c'è onestà negli intenti e se ci si comporta di conseguenza da entrambi le parti, altrimenti meglio passare per stronzi.


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23/6/2006

1:09 PM

interrompo il blackout

Era un po' che volevo riprendere la scrittura sul Blog, ma non sono mai riuscito a farlo o forse non l'ho voluto veramente.
Ho fatto una scelta all'inizio che forse, con l'andare avanti, non si è dimostrata quella giusta per me.
Io un po' ci soffro ad essere in primo piano, sono l'esatto contrario del candidato alle trasmissioni dei signor-nessuno-diventano-famosi...
Proprio non sopporto essere al centro dell'attenzione, nè voglio che qualcuno si interessi ingiustificatamente ai miei affari.
Lo so, aprire un blog a mio nome quindi non è esattamente la scelta più coerente, ma chi può dire di esserlo sempre?
Ho tentato, ma non sono riuscito a vincere questa mia diffidenza verso l'esposizione non richiesta, non provocata, ma oggi ammetto di aver perso la battaglia.
Ho il consapevolezza di non essere sempre onesto nell'esprimermi in questo contesto, nel senso che medio parecchio il mio pensiero o peggio divento criptico di proposito, contravvenendo ad una delle prime regole di un buon blogger: raccontarsi o comunque raccontare con onestà fatti e persone.
Forse l'ho fatto proprio per forzarmi a farlo, io che sono sempre così restio a raccontare i kz miei e ancora meno a metter bocca in quelli degli altri.
Se dovessi fare un riassunto di quanto detto e fatto in questo anno di attività sul BLOG, direi che ho avuto degli sprazzi di sincera immediatezza  in mezzo ad una palude di mezze cose dette e non dette, forse meno dette....
Anche quando sono stato punto sul vivo ho avuto remore a lasciarmi andare fino in fondo (e ci sono stati cose che ancora oggi mi bruciano).
Insomma sono troppo controllato.
Mi converrebbe l'anonimato ma a quel punto che interesse potrebbe suscitare la mia opinione?
Perchè diciamocelo: un po' di megalomania narcisia ci vuole per tener in piedi con soddisfazione un BLOG, ed io forse non lo sono o lo sono troppo poco.
Un dubbi amletico che per ora non sciolgo e lascio ai pochi commentare.

salut




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27/3/2006

1:06 PM

La corte dei buffoni

Mai come in questo periodo mi capita di vedere in giro cialtroneria spacciata come unica medicina disponibile in nome del quieto vivere. Ma io non voglio vivere quieto, voglio quello che è giusto che sia.
Sia esso un servizio richiesto a terzi o a me richiesto da terzi. In questo caso mi aspetto che chi mi chiede di "fare" mi dia anche gli strumenti per farlo, altrimenti anch'essa rivela la sua vera natura.
Vogliamo smetterla con i distinguo? Vogliamo smetterla con i ripensamenti dell'ultima ora che a nulla servono? Possibile che la scelta si sia ridotta tra il peggio ed il meno peggio?  Dove abbiamo sbagliato?
Io ho cercato eppure non riesco  a trovare una valida ragione per doversi accontentare e quindi continuo a non essere quieto!

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24/3/2006

1:24 PM

Sibille attenzione!

Il prossimo mese saremo chiamati tutti a fare i conti con le nostre scelte passate di bravi cittadini.
Per alcuni sarà un momento di autocritica e di dover decidere se cambiare direzione, per altri sarà invece il momento del tributo sibiliino postumo.
Quanti "Lo sapevo.." si sentiranno, quante certezze di pochi si trasformano in fatti per tutti.
Io invito, appartenendo a quest'ultima categoria, a non calcare la mano.
Non sempre il dono della preveggenza premia, anzi ...



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21/3/2006

3:51 PM

Il bastone e la carota

Scoprire che qualcuno, con cui hai avuto un minimo di rapporto decente fino a un momento prima, possa pensare di te tutto quello che di infamante ti viene attribuito da altri, senza sentirsi in dovere di chiederti almeno una tua spiegazione o di conoscere la tua parte di verità, limitandosi a parlare per giudicarti è, in un primo momento, spiazzante se non te l'aspetti.
Subito dopo subentra la rabbia e la ribellione: ma chi sono quei personaggi per permettersi certe infamanti accuse con la convizione ottusa di chi si sente nel giusto a titolo divino? Quei ".. tu hai detto.. " e " .. Tu hai fatto .." gettati lì come fossero prove inconfutabili, dimostrano solo che l'interlocutore non è capace di distinguere ciò che vuole credere dai fatti reali.
Dare per certi fatti e parole a cui non si sia assistito direttamente,  vuol dire avere una idea preconcetta che difficilmente potrà essere soggetta a ripensamenti anche parlandone per anni.
In queste condizioni quale dialogo può esserci? La verità è che hanno sposato una causa che non è la tua.
Di sicuro è una lezione per il futuro: non dare credito agli ultimi arrivati e bastonare indistintamente tutti i mediocri. 


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19/3/2006

11:30 AM

L'onere del giudizio

Nulla è più inefficace di un giudizio basato sulla parzialità preconcetta.

Questo infatti, a nulla serve e nulla risolve, perchè non incide sulla sostanza delle cose, non risolve dei conflitti ma anzi ne aggiunge.

Inoltre per chi vi incappasse, la mancanza di un giudizio sereno lo esclude automaticamente dal ruolo di giudice credibile del fatto giudicato, ruolo che viceversa, volendo fare qualcosa di veramente utile, potrebbe ricoprire per potere avere voce in causa su una possibile conciliazione delle parti, qualora ciò gli fosse richiesto. In tal caso la richiesta deve venire da entrambe le parti affinchè vi sia una reale utilità nell'azione. Infatti un giudice deve essere riconosciuto tale da entrambi le parti per svolgere un ruolo utile.
In caso contrario potrebbe essere visto come una indebita ingerenza da una o entrambi le parti e suscitare in questi reazioni che generano solo altri conflitti evitabili.

Giudicare è scegliere e questo è praticato dall'animo umano da sempre in modo naturale essendo di per sè un compito facile;  al contrario, giudicare saggiamente è altra cosa e comporta un livello di conoscenza dei fatti che un giudice dovrebbe cercare di perseguire prima di esprimersi.

Questo naturalmente è valido solo perchi non abbia interessi lesi nel fatto giudicato e quindi per un qualche incoffessabile motivo, il fatto non gli abbia generato un danno.
Per chi anche in questi frangenti si arrogasse comunque il ruolo di giudice esiste una definizione: cialtrone.


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03/3/2006

11:31 AM

SOLUZIONI LATERALI ALLA STUPIDITA´ UMANA

La scena che segue si è svolta sul volo della compagnia British Airways tra Johannersburg e Londra.
 
 Una donna bianca, di circa 50 anni, prende posto in classe economica  di fianco a un nero. Visibilmente turbata, chiama l'hostess.
 - "Che problema c'è, signora?" chiede l'hostess.
 - "Ma non lo vede?" - risponde la signora - "mi avete messo a fianco di un nero. Non sopporto di rimanere qui. Assegnatemi un altro posto".
 - "Per favore, si calmi" - dice l'hostess - "perché tutti i posti sono occupati. Vado a vedere se ce n'è uno disponibile".
 L'hostess si allontana e ritorna qualche minuto più tardi.
 - "Signora, come pensavo, non c'è nessun altro posto libero in classe economica.Ho parlato col comandante e mi ha confermato che non c'è  nessun posto  neanche in classe executive.  Ci è rimasto libero soltanto un posto in prima classe".
 E, prima che la donna avesse modo di commentare la cosa, l'hostess continua:
 - "Vede, e' insolito per la nostra compagnia permettere a una persona con biglietto di classe economica di sedersi in prima classe. Ma, viste le circostanze, il comandante pensa che sarebbe scandaloso obbligare qualcuno a sedersi a fianco di una persona sgradevole".
 E, rivolgendosi al nero, l'hostess prosegue:
- "Quindi, signore, se lo desidera, prenda il suo bagaglio a mano, che un
 posto in prima classe la attende..."

 E tutti i passeggeri vicini che, allibiti, avevano assistito alla
 scenata della signora, si sono alzati applaudendo.

  mi sento meglio...
 
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16/2/2006

4:17 PM

L'ardua sentenza

Si tratta forse di una intima risorsa, la capacità di cambiare il proprio modo di pensare in funzione del presente?
Attenzione, detta così sembrerebbe propio di sì, ma io non riesco a d impedirmi di vedervi anche uno spunto di riflessione sull'incapacità del soggetto di ancorare il proprio baricentro cognitivo su delle convizioni che risultino essere salde nei valori alla prova del tempo.
Chiedere poi che siano anche moralmente accettabili è forse troppo?
 A voi l'ardua sentenza

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08/2/2006

2:47 PM

E' giunto infine il momento di togliersi i guanti!

Scusate il ritardo, ma mai come in questo periodo sono preso in tutta una serie di problemi che mi levano tempo che non posso dedicare quindi alle cose che vorrei invece coltivare.
Giungiamo ora al punto che m'interessa qui affrontare: quando la misura è colma è lecita andare contro la propria natura e togliersi i guanti?
Leggendo nelle mie pagine si nota che non ho mai dato un nome proprio, una indicazione esatta per risalire, perchi mi conosce non solo virtualmente, ai riferimenti reali che li hanno ispirati e che volutamente ho tenuto vaghi, giudicando più importante la descrizione dell'emozione che la descrizione della causa di essa.
Oggi per quello che mi succede non posso farlo, almeno per un caso che mi ha toccato da vicino.
Per chi avesse voluto , conoscendo il mio quotidiano, leggere tra le righe di alcuni miei messaggi solo in apparenza criptici o generici quello che veramente intendevo,  ha sottovalutato questi miei segnali, scambiando, nella vita reale questo mio silenzio per impotenza o peggio per rassegnazione.
Quale sbaglio! Non è così che pùo essere, nè lo sarà.
Ma andiamo per gradi e diamo una descrizione del fatto:
Do un incarico ad una amica di parenti, specificando bene quelle che sono le mie scadenza e le mie necessità. Ricevo assicurazioni che purtroppo si rivelano nel tempo pie illusioni, non avendo nell'interlocutrice una valida sponda ai miei problemi ma anzi un aggravio di questi. Non solo, ma  alla fine se ne tira fuori proprio nel momento del bisogno.
Ora, nel momento di maggior casino che la sua assenza mi ha causato, ricevo dei segnali da qualcuno a Lei vicina che da una ricostruzione dei fatti distorta e da cui, io che qui sono l'unico danneggiato, ne esce anche come insoluto debitore!!!
Ora basta! La figura barbina che avevi fatto, mia cara, a livello professionale è superata da quella tua personale e dei tuoi cari, che ne esce del tutto distrutta da questa vicenda.
Il fatto che neghi di essere la fonte di queste voci e che riconosci che la ricostruzione dei fatti è quella che do io e non quella che mi è giunta e che questi interventi estranei non sono state da te autorizzate nulla aggiungono al quadro deprimente in cui ti muovi in tutta questa vicenda.
Avrai, mia cara, quello che avevamo concordato e nulla più e nelle modalità che ti avevo detto perchè sono di parole, anche se in questo caso avrei potuto non esserlo alla luce dei recenti avvenimenti.
Come si dice: "uomo avvisato mezzo salvato".
Passo e chiudo!

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17/1/2006

2:04 PM

Un ricordino del Natale

Nel tempo che passa c'è sempre il momento del ricordo ed il bello è riuscirlo a fotografare.
Questa è una foto che ho preso a Natale in Francia sugli stagni delle Camargue (Mont-Pellier).



Mi è sembrato giusto condividerla , che dite ho fatto bene?
 

        Guarda anche le altre mie foto
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12/1/2006

3:12 PM

Che fate, lasciate o raddoppiate?

Ho trovato una immagine che non riesco ad interpretare, ma secondo voi cosa fa il soggetto e cosa affiora dalla superficie? che sia una messaggio criptico per indicare l'alienzione dell'uomo nel suo tempo?



Voi cosa suggerite?
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11/1/2006

2:05 PM

Badate a VOI gaglioffi!

Sarà forse per il comportamento troppo paziente, che si mantiene anche in presenza di un interlocutore che non lo è , che si può essere scabiati per dei bonaccioni....
Questo è uno grave errore di valutazione, che fanno in molti , salvo poi rimanere addentati dalla giusta reazione del bonaccione.
Io che sono e che resto un incazzoso, faccio molta difficoltà a trattenermi, salvo poi, con enorme soddisfazione addentare l'incauto ceffo!
Chia altro vuole un po' di mozzichi?
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