Ci stavo pensando l'altro giorno: ho cominciato a rinunciare all'efficienza di un ginocchio a 30 anni, poi ad una mano che, causa una frattura, mi rendo conto non è agile come l'altra, per poi finire per il momento a questioni di ipertensione e di cuore (inteso come muscolo) che devo tenere sotto controllo e che portarono, per esempio, a gravi incidenti in famiglia (le cosiddette questioni ereditarie sono una roulette russa!).
Insomma più ci penso e più mi rendo conto che sto accettando il lento deperimento generale ed allora cominciano i pensieri del "..se avessi..". Tipo: se avessi sbagliato a lasciare correre 10 anni fa?
Sarebbe andata meglio ora? Avrei dovuto curare di più il fisico oltre allo spirito?
Poi però mi guardo intorno e vedo gli esempi che mi circondano: non c'è nessuno che sia sopravvissuto a questa fase...
E' come stare su una macchina con gli sportelli bloccati che accellera sul rettilineo, senza freni, e sai che prima o poi incontrerai un ostacolo che non riuscirai a schivare... Tutta qui la differenza: c'è chi è più agile chi meno ed avrà una corsa un po' più breve, ma non è detto, ma sai che tutti si fermerranno, alla fine.
Il modo è lo stesso per tutti e questo è un pensiero gravido di conseguenze

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